EXPO 2020 DUBAI: GLI EMIRATI PRONTI A STUPIRE IL MONDO

Emirati Arabi Uniti

A due anni dall’Expo 2020 a Dubai, gli Emirati Arabi sono già pronti a stupire il mondo. 

Gli emiri di Dubai oltre a rivoluzionare il celebre emirato con grattacieli, aeroporti, hanno già dichiarato di voler terminare i lavori entro l’autunno 2019 così da avere 12 mesi di tempo per le rifiniture.

Expo 2020 Dubai è un progetto importante che, alla luce dell’esperienza italiana di Expo Milano 2015, non può che far rimanere tutti con il fiato sospeso o quantomeno incuriosire visto il programma dei lavori ma anche il tema centrale dell’evento. 

Gli emiri che si stanno occupando dei progetti di Expo 2020 Dubai, infatti, hanno già annunciato di avere fissato come termine ultimo per la fine dei lavori quello di ottobre 2019, così da avere 12 mesi esatti per le rifiniture. 

Expo 2020 Dubai, infatti, non consterà solamente di padiglioni tematici bensì sarà una vera e propria rivoluzione per gli Emirati Arabi

il progetto prevede infatti la costruzione di una vera e propria città sostenibile, capace di produrre circa il 50% dell’energia necessaria all’esposizione universale grazie al fotovoltaico nonchè raggiungibile senza problemi con mezzi pubblici innovativi, molti dei quali elettrici e ad emissioni zero.

Tema centrale di Expo 2020 Dubai sarà quindi l’innovazione ed, in particolare, “Connecting minds, creating the future”: il programma prevede quindi la creazione di un polo espositivo di dimensioni mai viste prima che andrà a fare da fiore all’occhiello al progetto che vuole la trasformazione di Dubai in una mega-metropoli sostenibile. 

In occasione di Expo 2020 Dubai verrà quindi creato un aeroporto da 160 milioni di passeggeri l’anno, il grattacielo che diventerà il più grande del mondo ed un treno hyperloop. 

Ma riuscirà davvero Dubai a terminare entro ottobre 2019 i lavoro per Expo 2020? 

Attualmente sappiamo che, nonostante la zona dove sorgerà l’esposizione sia ancora una distesa desertica, c’è già uno dei maggiori appalti assegnati: si tratta di quello dedicato alle infrastrutture sotterranee, affidato all’egiziana Orascom e alla belga Besix.