09/02/17

VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELL'ISOLA DI PASQUA

Isola di Pasqua

L’Isola di Pasqua è situata nell’Oceano Pacifico, nella regione geografica della Polinesia, ma appartiene politicamente al Cile. 

Sebbene l’isola sia stata tradizionalmente meno battuta dal turismo di massa rispetto ad altre destinazioni della Polinesia, tuttavia anche qui negli ultimi anni si è registrata una crescita delle presenze turistiche, grazie ai suoi incredibili reperti archeologici (su tutti le famose statue moai), alle sue bellezze naturali e all’alone di mistero che aleggia in tutta l’isola.

Informazioni pratiche

Quando partire

L’Isola di Pasqua presente temperature medie molto miti che ne fanno una destinazione visitabile tutto l’anno, tuttavia il momento migliore per volare nell’isola è durante l’estate australe, da dicembre a marzo, che è il periodo più caldo e soleggiato, ideale per concedersi un bagno nelle sue acque turchesi.

Come arrivare

Per raggiungere l’Isola di Pasqua dove prima prendere un volo per Santiago del Cile o Papeete e da qui proseguire con un altro volo grazie ai numerosi collegamenti operati dalla compagnia di bandiera cilena LAN Airlines. 

Difficile invece raggiungere l’isola via mare dalla terraferma cilena, a causa delle dimensioni ridotte del piccolo porto di Hanga Roa e delle acque molto mosse in quel tratto di mare.

Muoversi all’interno dell’isola

Sull’Isola di Pasqua non esistono mezzi di trasporto pubblici, ma esistono altre numerose soluzioni per spostarsi all’interno del suo territorio: noleggiare un’auto, usare il taxi, unirsi alle escursioni di gruppo. Se avete molto tempo a disposizione e volete visitare l’isola inp iena clama e relax potete anche optare per la bicicletta, andare a piedi o addirittura a cavallo.

Cosa fare e vedere

Moai, i giganti di pietra

Se l’Isola di Pasqua è conosciuta in tutto il mondo, gran parte del merito è da attribuire ai circa 700 moai disseminati lungo le sue coste. 

Si tratta delle celebri statue monolitiche di tufo vulcanico con un’altezza media di circa 10 metri ed un peso fra le 20 e le 30 tonnellate, costruite fra il XIV° e il XVII° secolo e raffiguranti volti giganteschi delle divinità ancestrali dell’isola. 

Alcune di queste statue sono state erose dal tempo e dai cataclismi, ma molte sono ancora in ottimo stato e conservano ancora gli occhi decorati bianco corallo e il pukao (cappello) allo loro sommità.

La maggior parte di queste statue si trovano a Rano Raraku, un vulcano spento che presenta un enorme cava di tufo dove venivano scavate e scolpite le statue. 

Gli altri siti principali che ospitano i moai sono Ahu Vinapu, Ahu Tongariki, Ahu Te. Con il loro sguardo fiero, rivolto verso l’interno dell’isola essi creano con il contesto dell’isola un paesaggio surreale e suggestivo che non può lasciar indifferenti i visitatori.

Penisola di Poike

Questa penisola si trova nella parte settentrionale dell’isola sopra il cratere del vulcano Pu A Katiki, a circa 400 metri d’altitudine. Le scogliere a strapiombo regalano una vista mozzafiato assolutamente imperdibile.

Iglesia Hanga Roa

La chiesa cattolica dell’isola presenta al suo interno statue di santi con spettacolari intagli in legno.

Museo Sebastiàn Englert

Questo piccolo, ma ben curato museo illustra la storia dell’isola dalle sue origini ad oggi, dal punto di vista culturale, antropologico ed archeologico.

Le grotte di Ana Te Pahu

Sulla costa occidentale dell’isola si trovano queste grotte laviche, un tempo abitate e collegate fra loro attraverso aperture circolari utilizzate come orti.

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