22/09/15

ISRAELE: I SUOI SAPORI, LA SUA CUCINA

Israele e i suoi sapori

La cucina israeliana è tra le più variegate del mondo. In realtà, è tanto variegata come lo sono gli stessi israeliani. Il crogiolo di culture in questo paese ha fatto nascere anche un crogiolo culinario.

Già la cucina ebraica è estremamente variegata, perché qui si incontrano la cucina dell'Europa orientale, pesante e ricca di carne, degli Ashkenaziti, cioè quegli ebrei protagonisti della diaspora dall'Europa orientale, e la cucina mediterranea, leggera e ricca di verdure, dei Sefarditi, cioè quegli ebrei provenienti dalla diaspora dell'Europa meridionale.

A questa cucina dalle due facce si aggiungono, poi, delle influenze arabe, libanesi, palestinesi e africane. E ovviamente non mancano le tradizioni culinarie locali che gli immigranti provenienti da tutto il mondo hanno portato con loro nella nuova patria Israele.

Sulla ricca tavola che viene apparecchiata venerdì sera in occasione del Shabbat, troviamo, quindi, il “Gefilte Fish” polacco, un piatto di pesce imbottito tipico della cucina ashkenazita, vicino al Schischlikim (dei spiedini con carne di manzo o di agnello) o al Seniya (carne di manzo o di agnello in salsa di tahina), piatti provenienti dalla cucina sefardita.

Il Carmel Market a Tel Aviv


Chi vuole godere di un delizioso panorama di tutto ciò che si cucina in Israele, deve recarsi al Carmel Market a Tel Aviv, un posto ricco di colori e profumi che vi farà venire la voglia di fermarvi al primo ristorante che trovate per strada. Al Carmel Market trovate tutte quelle spezie, quelle verdure e quei frutti che qui in Israele vengono coltivati praticamente durante tutto l'anno. Un'esperienza indimenticabile per tutti i sensi!

Israele: Il pesce in tutte le sue varianti


Anche il pesce è un ingrediente tipico della cucina israeliana e viene perfino servito a colazione, sotto forma di piccoli bocconcini di pesce marinato. Il modo più comune di mangiare in Israele il pesce è, tuttavia, grigliato e condito con aglio, limone e peperoncino. Ma se vipreferite i frutti di mare, non rimarrete delusi. Si trovano in abbondanza anche gamberi, gamberetti, cozze e capesante, anche se, in realtà, non sono ammessi nella cucina ebraica perché non kosher. In generale, gli ebrei in Israele non si attengono troppo rigidamente alle prescrizioni religiose che riguardano il cibo. Sono pochi i ristoranti che offrono esclusivamente piatti kosher.

Ptitim – Il couscous israeliano


Il Ptitim è un piatto tipico in Israele, un contorno che si dice sia stato “inventato” durante il periodo della penuria alimentare negli anni '50. In realtà, questo tipo di pasta esisteva già da tempo in Libano e nel Nord Africa. Queste piccole perline di farina di semola leggermente tostate vengono anche chiamate “Riso Ben Gurion” e rispetto al Couscous hanno un sapore più pronunciato e un'aroma delicato di noce.

La melanzana – La verdura nazionale dell'Israele

La melanzana arrivò in Israele grazie alla cucina sefardita ed era forse l'unico alimento disponibile in abbondanza perfino durante il periodo della crisi alimentare. Oggi, non c'è ristorante né tavola calda che non abbia almeno un piatto con le melanzane sul menù. Tra questi piatti con le melanzane è particolarmente famoso il Baba Ghanoush, un purè di melanzane grigliate, tahina (pasta di sesamo), aglio e diverse spezie che viene servito come contorno al falafel o ai piatti di carne. Ma anche la semplice melanzana al forno o grigliata e condita con spezie e pasta di sesamo non può mancare in nessun menu e viene mangiata soprattutto come antipasto, in Israele chiamato Mezze.

Street-Food israeliano – Non solo falafel

Certo, i falafel ormai sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo e anche in Israele, piccole palline fritte fatte di farina di ceci e diverse spezie che vengono mangiate nella pita accompagnate di insalate e salse varie. Sempre nella pita, condito con Hummus e insalata, si mangia anche lo Shawarma che in Israele consiste in carne grigliata di manzo, di pollo o di tacchino. Naturalmente l'Hummus, quel purè di ceci, e il Baba Ghanoush non possono mancare sul menù turistico in Israele. Ma se veramente dovete scegliere, allora optate per le Bourekas o il Sabich, dello Street-Food israeliano che qui in Italia si trova poco. I Bourekas, che in realtà vengono dalla Bulgaria, sono dei triangoli di pasta sfoglia farciti con formaggio bianco, patate o funghi. Invece, il Sabich è un piatto iracheno e consiste in una pita farcita con una salsa buonissima, patate, melanzane, uova e verdure.

Il famoso pesce di San Pietro in Israele

Chi fa un viaggio in Israele non può fare a meno di assaggiare un esemplare del famoso pesce di San Pietro. Per secoli, questo pesce che appartiene alla famiglia dei ciclidi venne pescato solo nel lago di Genesaret. Oggi, dopo diversi divieti di pesca imposti dal governo israeliano, il pesce di San Pietro proviene esclusivamente dagli allevamenti. Viene mangiato alla griglia o fatto in padella, accompagnato da patatine fritte e/o diverse insalate israeliane. Provate a mangiarlo nel ristorante di pesce Ein Gev direttamente sul lago Genesaret oppure nel celebre ristorante di pesce di Uri Buri ad Akko, la storica città portuale nel Nord israeliano.

Il ristorante sottomarino Red Sea Star ad Eilat


A Eilat, situata sulla punta nord del golfo di Aqaba, potete mangiare nel ristorante sottomarino Red Sea Star. A circa 70m dalla spiaggia di Eilat e collegato ad essa attraverso un ponte, questo ristorante unico offre delizie culinarie israeliane a una profondità di 5 metri, in mezzo al mondo sottomarino del Mar Rosso.

Israele: quando andare e cosa vedere


Il miglior periodo per viaggiare ad Israele è febbraio, se non soffrite troppo l'umidità. Le colline della Giudea, Galilea, e le alture del Golan sono ricoperte di prati e fiori. Febbraio è anche il periodo perfetto per esplorare a piedi i numerosi sentieri del paese, ma portate un impermeabile.

La festa ebraica di Purim è una grande festa che si tiene a marzo: di giorno e di notte sagre e feste di strada animano Gerusalemme e Tel Aviv. Ma ricordate che marzo è ancora periodo di pioggia.

Per i pellegrini aprile e il periodo di Pasquapossono essere una buona occasione per un viaggio ad Israele, ma è anche il momento in cui masse di turisti affollano la Terra Santa, e gli israeliani stessi vanno in ferie, cosicché tutto il paese è affollato e i prezzi sono alti.

Inoltre, molti ristoranti in Israele non servono pane durante la settimana di Pasqua o restano completamente chiusi. A maggio il clima di Israele è perfetto, la pioggia rara, e non ci sono orde di turisti. La festa ebraica dello Shavuot (Pentecoste, o Festa delle Settimane) di solito cade a maggio ed è una festa importante, sia per i fedeli (soprattutto a Gerusalemme) che per il popolo in generale (è la festa del raccolto).

Visitare un kibbutz quel giorno è un'esperienza da non perdere; vedrete sfilate di cowboy, trattori e bambini vestiti di bianco che indossano corone di fiori, e balli nei campi. Fine luglio e agosto sono molto caldi.

Per tutta l'estate, i musei di Israele si svuotano e le spiagge si riempiono. Inoltre, la vita notturna di Tel Aviv in estate si accende. A settempre il clima inizia a raffreddarsi e le folle scompaiono e ricomincia il periodo del freddo e delle piogge.

Ma ricordate che dopo il 3 gennaio arriva la bassa stagione, e si possono trovare ottime offerte di viaggio per Israele.

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