15/09/15

AUTOSTOP: CONSIGLI PER VIAGGIARE IN SICUREZZA

Autostop

Al giorno d’oggi, strano a dirsi, sono i conducenti ad aver paura degli autostoppisti, piuttosto che il contrario: come biasimarli, del resto, col rischio di caricare in auto un compagno di viaggio potenzialmente psicolabile?

Molti gli alti e bassi durante il tuo viaggio dal punto A al punto B, ragion per cui è bene essere certi al 100% prima di darsi ad un’avventura che sa essere eccitante, certo, ma che può nascondere insidie inattese.

Cosa ti serve:

- Un pollice allenato: non è facile tenere il braccio teso tutto il giorno!
- Una mappa della zona è il modo migliore per avere ben chiaro il percorso che ti condurrà a destinazione. Si tratta di una misura particolarmente importante se ci si trova in un posto del quale non si conosce la lingua, un espediente per superare inutili barriere.
- Un cartello: sebbene non necessario, aumenta le probabilità d’essere notati.
- Un pennarello indelebile, in modo da cambiare itinerario in corso d’opera.
- Tanta acqua e snack, senza dimenticare l’importanza di sgranchire le gambe tra un passaggio e l’altro.
- Un sorriso smagliante ed un atteggiamento positivo: elementi fondamentali.


Dove farlo:

L’autostop è, di norma, illegale, sebbene di solito non sia specificato come e dove è possibile farlo. Nella quasi totalità del vecchio continente vige il divieto di darsi all’autostop in autostrada, rendendo così le stazioni di servizio una scelta quasi obbligata. In alternativa è possibile tentare la sorte sulle strade interne, che precedono gli imbocchi alle autostrade: ad ogni modo, trova il punto giusto, alza il pollice e sfoggia il tuo sorriso migliore.

Viaggia in coppia.

Sempre meglio viaggiare in due che da soli, ancor meglio se una coppia, maschio e femmina. Potrebbe risultare piuttosto difficile riuscire ad ottenere un passaggio se, a chiederlo, sono due ragazzi, mentre se le autostoppiste sono due donne, i rischi legati a questa avventurosa forma di viaggiare persistono. Altra precauzione: se il conducente è un uomo, è preferibile che il ragazzo si sieda davanti.

Preparati al peggio.

Stiamo calmi: pur essendo l’ultima cosa alla quale vorresti pensare, è sempre meglio tenere la difesa alta. Un coltellino, spray al pepe o qualsiasi altro espediente potrebbe rappresentare una buona forma cautelativa. Calmiamo le acque: la maggior parte di coloro che accettano autostoppisti a bordo è gente simpatica ed accomodante. Ricordi il sorriso di cui parlavamo prima?

Donne: sfoggiate la vostra fede in tutto il suo splendore. Autentica o fasulla, sposate, fidanzate o single, non è una cattiva idea mettere una fede al dito ed evitare le domande troppo personali. “Mio marito mi aspetta a destinazione”, “Sa dove mi trovo in questo momento”: giocare d’anticipo aiuta sempre.

Restrizioni sui bagagli.

Magari Ryanair ha studiato il comportamento degli autostoppisti prima di applicare le forti restrizioni ai bagagli: del resto, i viaggiatori dal pollice in su sono abituati a trasportare il minimo indispensabile, in modo da incomodare il meno possibile il conducente dell’auto. Uno zaino, una valigetta: niente di più.

Vestiti per l’occasione.

Se hai intenzione di darti all’autostop, non è il caso di vestirti all’ultimo grido. Evita gli eccessi: anche il look vagabondo non farebbe una bella figura. Scegli un abbigliamento dai colori vivaci e ben visibili, utili per essere rimorchiati, sì, ma anche se dovessi ritrovarti a camminare per lunghi tratti sul ciglio della strada al calare della notte. Scarpe comode e tanta pazienza. Sì, anche il sorriso smagliante aiuta.

Prima di salire in auto:


Trovato il conducente disposto ad accompagnarti, temporeggia e valuta la situazione: è una soluzione di viaggio sicura? Chiedi al conducente d’abbassare il finestrino con una qualsiasi scusa ed approfittane per dare un’occhiata. Mostragli la mappa e consulta il tragitto: l’occasione giusta per uno sguardo fugace ed assicurarsi che la situazione sia accomodante. Convinto? Riponi il tuo piccolo bagaglio e preparati a partire!

Chiedere non fa male.

Classica situazione: sei ormai da ore bloccato alla stazione di servizio e nessuno ha intenzione di prestarsi alla tua causa… è giunta l’ora di chiedere. Controlla le auto, i conducenti, la provenienza: hai il vantaggio di poter effettuare una scelta oculata. Senza contare che è difficile dire di no a chi ne ha bisogno: tentare non costa nulla.

Concediti un’interessante conversazione.

Molti camionisti fanno salire a bordo gli autostoppisti per viaggiare in compagnia o restare svegli quando hanno delle consegne da rispettare. Non dimenticare che il conducente ti sta facendo un favore: quale miglior modo di ricambiare se non attraverso una gradevole conversazione? Lasciati alle spalle ogni forma di timidezza, pur restando sempre vigile, soprattutto se sei alle prime armi.

Uscire dall’auto.

Arriva il momento in cui vuoi o devi scendere: è bene farlo in un modo carino e diplomatico. Chiedi al conducente se può fare una breve pausa alla prossima stazione di servizio o nel centro città, spiegando che, per un motivo o per un altro, ti farebbe piacere uscire dall’auto. Del resto, non sei obbligato a rispettare il percorso stabilito: se ti senti a disagio, fingi un malore o di aver cambiato i tuoi piani, mantieni la calma e la buona educazione.

Divertiti.

Inutile nasconderlo: i rischi ci sono. Se però hai iniziato la tua avventura, dai inizio al divertimento. Si tratta, di certo, di una forma di viaggio piuttosto particolare, che ti consente lunghi spostamenti a costo zero. Ed allora sorridi! Chi darebbe un passaggio ad una persona di cattivo umore? Buon divertimento!

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