30/06/11

IL PITTORESCO ABITATO DI CORFU'

Corfù

Il pittoresco abitato di Corfù, è annunciato a chi arriva in nave, da due possenti fortificazioni, che per secoli, hanno avuto il compito di rendere impenetrabile la cittadina. I traghetti, approdano al porto di Néo Froúrio, la seconda cittadella eretta dai veneziani a partire dal 1576 e rimaneggiata all’epoca del protettorato inglese.

Subito dietro al porto, ha inizio il centro storico, formato da un intricato dedalo di vicoli, che conducono a romantiche pizzette simili a campielli, sulle quali si affacciano chiese e palazzi. 

Odós Nikifórou, è il corso principale che conduce al cuore dell’antico abitato. Per scoprire la vera anima del capoluogo dell’isola, si va al Museo Bizantino, che offre una dettagliata panoramica sulla produzione di icone dal XVI al XIX secolo, chiaramente influenzata dall’arte italiana. 

 
Alle spalle del Museo, si apre il quartiere Campiello, di chiara ispirazione veneziana. Qui, si ammira il glorioso passato della cittadina quando era avamposto della Serenissima. Tutto ricorda la splendida città veneta, che trova il suo più bel richiamo, nella piccola e armoniosa platía Kremastí, nel cui centro, troneggia una vera da pozzo marmorea della fine del XVII secolo. 

Mitrópolis, la cattedrale ortodossa del XVI secolo, fu costruita per conservare le reliquie di santa Teodora Augusta, giunte a Corfù nel 1456, insieme a quelle di san Spiridione, vescovo cipriota vissuto nel IV secolo, divenuto patrono della città e protettore dell’isola. 

Le sue reliquie, si trovano nella tardocinquecentesca chiesa di Ágios Spirídon, poste in una cassa d’argento, all’interno di una cappella. 

Eretto nel 1816, lo splendido Paleá Anáktora, era la residenza dell’alto commissariato inglese. L’esterno, è ispirato all’architettura templare, sia nel lungo portico dorico, che nel fregio con rilievi allegorici, che richiamano le sette isole ioniche. 

Alcune sale di rappresentanza, ospitano le collezioni del Museo d’Arte Asiatica, provenienti dalle principali culture dell’Estremo Oriente, con pezzi antichi risalenti all’VIII-VII secolo a.C. 

Il palazzo si affaccia sulla Spianáda, splendido luogo di ritrovo, utilizzato all’epoca della Serenissima come piazza d’armi, poi alberata durante la dominazione francese e trasformata infine in giardino dagli inglesi, ai quali si deve l’abitudine di giocarvi a cricket.

Dai viali alberati e dai dehors dei caffè che si aprono sotto i portici del Liston, si gode di una splendida vista sul Paleó Froúrio, l’antichissima fortezza eretta dai veneziani, su una penisola difesa da un fossato artificiale e due bastioni, che stanno a guardia del ponte d’accesso. 

Dietro il Liston, si trova un altro pezzo di Venezia: platía Dimarhíou. Abbellita dalla Loggia veneziana, fu luogo di incontro dei nobili fin dal XVII secolo. 

Da Corfù, vale la pena raggiungere Paleokastrítsa, dove si fa il bagno ai piedi di un monastero duecentesco, all’ombra dei resti del castello di Angelókastro.

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