SALENTO: MAGIA DI LUCI E ATMOSFERE


Salento: Magie di luci e atmosfere nella città del Barocco Arriva il Natale e Lecce si trasforma 

La città infatti almeno da un mese si riveste di luci e colori, soprattutto nelle numerose vie del centro, in un clima natalizio davvero suggestivo. Oltre alle vetrine dei negozi e a diversi edifici storici, addobbati con luci e decori natalizi, quest'anno la novità è rappresentata dalle cosiddette "luminarie", tipiche degli addobbi delle feste patronali dei numerosi paesi e cittadine del Salento, sia dell'entroterra che lungo la costa. Passeggiando per Piazza Sant'Oronzo, il cuore della città, alla ricerca degli ultimi acquisti di regali di Natale, non può passare inosservata un'illuminazione molto particolare, a rappresentare un cielo stellato con una fitta serie di stelle cadenti. Ma la novità assoluta è rappresentata da una costruzione in legno, adornata da una moltitudine di led colorati, a raffigurare un gigantesco albero alto più di 25 metri capace di catturare lo sguardo dei leccesi ma anche dei sempre più numerosi turisti che ne approfittano per visitare la città barocca durante le proprie vacanze in Puglia. La città continua a popolarsi di turisti e leccesi che rientrano in città per la pausa natalizia e la ben nota ospitalità leccese apre le porte dei propri edifici in arte barocce, tra cui chiese, monasteri, conventi, i due anfiteatri porti rispettivamente uno in Piazza Sant’Oronzo e l’altro alle spalle della centralissima Chiesa di Santa Chiara, nel cuore della movida leccese, e altre meraviglie del passato che vanno a promuovere la città di Lecce per lo più come viaggio culturale ed enogastronomico, ma che al tempo stesso grazie alla sua ridotta distanza con Porto Cesareo, Gallipoli, Otranto e altre cittadine balneari, offre l’occasione per una passeggiata a mare anche nei mesi di dicembre e gennaio, che comunque nel Salento propongono spesso giornate molto soleggiate e con temperature piuttosto gradevoli. In occasione di capodanno sono numerosi i palazzi e le antiche strutture, come ad esempio Torre del Parco, che organizzano cenoni e serate animate da musica e balli per festeggiare il festeggiare l’arrivo del nuovo anno. “Villaggi Puglia”, considerato per tradizione il binomio simbolo della ricettività del Salento, considerata la stagione, cede temporaneamente il posto a resort e masserie posti per lo più nell’entroterra, in grado di coniugare un servizio di buon livello, con ambienti spesso raffinati e confortevoli, e in cui è possibile provare i piatti tipici della tradizione salentina.


PUGLIA: LA VALLE D'ITRIA


ALBEROBELLO E ALTRI PAESINI CARATTERISTICI DELLA VALLE D’ITRIA

Paesi così graziosi e singolari, da assomigliare a piccole bomboniere, percorrono la Puglia, lunga ben 800 km, ma si raccolgono soprattutto nella Valle d’Itria. Un paesaggio caratteristico, tra boschi, colline, viti, muretti a secco, è il fiore all’occhiello di questa zona della Puglia centrale, sospesa tra le province di Bari, Brindisi e Taranto.

Si comincia da Alberobello, culla di una delle più interessanti attrazioni turistiche pugliesi: i trulli. Inseriti dall’Unesco tra i beni che sono patrimonio dell’umanità, affondano le loro radici nella semplicità dei contadini locali. Le tradizionali case con la cupola a cono, con i pinnacoli decorativi in cima (a forma di disco, sfera, stella) e la pietra grigia variegata con segni in calce bianca, furono costruite, infatti, con le “chiancarelle” (blocchi di pietra calcarea). Il risultato? Edifici dall’architettura elementare, freschi d’estate e caldi d’inverno.

Il colore bianco si ritrova, poi, anche ad Ostuni, nota come “la città bianca”, per il suo centro storico “in tinta”. Perché la calce era la materia prima più facilmente reperibile fin dal Medioevo, e poi perché assicurava luminosità. La cittadina guarda sull’Adriatico dalla cima di una collina, circondata da mura medievali.

Bianco è il vino, invece, che ha fatto la fama di Locorotondo, capitale (per la posizione centrale) della Valle d’Itria. Caratteristica è anche la struttura circolare del suo centro abitato, che sorge su un basso rilievo, tanto da far comparire il suo nome tra “i borghi più belli d’Italia”.
Voi, la vacanza più bella d’Italia la farete solo se verrete qui, alla scoperta di questi gioielli che la renderanno più splendente.

Cosa aspettate? Prenotate un soggiorno in Valle d'Itria, uno splendido territorio ricco di strutture turistiche tra cui antiche dimore storiche e caratteristici trulli, divenute case vacanze in Puglia tra le più rinomate della regione!


MILANO: LA PINACOTECA DI BRERA


Da non perdere a Milano: La Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera è una Galleria nazionale d’arte antica e moderna tra le più importanti d’Europa, ospitata all’interno del Palazzo Brera, edificio del XVII secolo.
Le collezioni nascono dall’insieme dei dipinti requisiti in seguito alla soppressione delle chiese e dei conventi nell’età teresiana e napoleonica. Nata con un preciso intento didattico e concepita per affiancare l’Accademia di Belle Arti, istituita da Maria Teresa d’Austria nel 1776, in breve tempo la pinacoteca vide rimpinguare la sue collezioni tanto da permettere di esporre opere che diventarono simbolo del Museo stesso.
Quando Milano divenne Capitale del Regno D’Italia, le acquisizioni proseguirono e arrivarono ad inglobare le opere di Carracci, di Guido Reni , del Guercino e, grazie ad un accordo con il Louvre, anche di Rembrandt, Van Dych, Rubens e Joardens. La seconda guerra mondiale causò gravi danni alla galleria che, il 1946 e il 1950, fu quasi completamente riedificata dall’architetto Piero Portaluppi.
La pinacoteca dispone di 38 sale, in cui sono raccolti i capolavori degli artisti italiani vissuti tra il XIV e il XIX secolo e di numerosi stranieri. Piero della Francesca, Mantenga, Raffaello, Bramante, Caravaggio, Tintoretto, Bellini, Bronzino sono solo alcuni dei nomi di rilievo che compaiono all’interno della Pinacoteca. Importantissima è stata la donazione di Emilio e Maria Jesi che comprende opere di Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi.
Tra i dipinti più famosi spicca lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, il “Cristo morto” del Mantenga, la “Pietà” di Bellini.
Nel cortile d’ingresso colpisce l’opera di Canova che rappresenta l’effige di Napoleone. Nella sala XIV, inoltre, dopo duecento anni, è tornato il gesso di Napoleone in veste di Marte Pacificatore sempre di Canova, alto più di tre metri e con un peso che supera le due tonnellate.
Arrivare a Milano è semplice grazie ai collegamenti con i maggiori aeroporti europei con lo scalo di Milano Linate, Milano Malpensa e Bergamo Orio al Serio.