25/04/17

COSTA AZZURRA: TRA VILLE, PARCHI E GIARDINI

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Costa Azzurra

È davvero un grande giardino inondato di sole, la Costa Azzurra. 

E i suoi incantevoli parchi e giardini hanno contribuito in modo decisivo a renderla famosa nel mondo. 

 La storia comincia ufficialmente nell’800, anche se i giardini dei monaci sono molto più antichi (quello del Monastero di Cimiez a Nizza, per esempio, è della metà del ‘500). 

Nel 1834 Lord Brougham, considerato “l’inventore” di Cannes, fa impiantare le prime mimose sulle colline, e viaggiatori di terre lontane portano qui specie esotiche che si acclimatano benissimo. 

Così i giardini di grandi ville e proprietà tuffate nel verde diventano autentiche meraviglie: la scrittrice George Sand, parlando del Giardino Thuret di Antibes lo definisce “il più bel giardino che abbia mai visto nella mia vita”. 

Un patrimonio naturale straordinario che quest’anno diventa protagonista assoluto, con il 1° Festival dei Giardini della Costa Azzurra. 

Il risveglio dei sensi 

è questo il tema scelto per la prima edizione del Festival dei Giardini, che si svolgerà dal 1°aprile al 1° maggio 2017, articolato in due sezioni. 

Il Festival IN, ovvero un concorso che vede la creazione di dieci giardini effimeri di 200 mq, nel centro di alcune delle più belle località: 

ai Giardini Biovès di Mentone, nei Giardini Albert 1er sulla Promenade du Paillon di Nizza, al Giardino di Villa Rothschild a Cannes, in Place du Petit Puy e Place de l’Évêché a Grasse, e alla Pineta Gould di Antibes Juan-les-Pins. 

Il Festival OFF che dispiega tutto un programma verde: 

animazioni, conferenze, mostre, visite guidate… 

Il festival è gratuito, solo alcune animazioni OFF possono essere a pagamento. 

Una festa verde tutto l'anno 

Ma non c’è solo il Festival per scoprire quel grande giardino che è la Costa Azzurra. 

Tutto l’anno focus sui giardini della regione: 

sono 80 quelli aperti al pubblico, e itinerari e soggiorni turistici su misura permettono un’immersione green totale, che spazia dai produttori di fiori da profumo, che intendono candidare al Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco il savoir-faire delle piante da profumo della zona di Grasse, alla gastronomia e alle feste in tema. 

Pronti a partire per un itinerario-giardini fra le 5 località location del Festival? 

Green tour a Mentone 

I giardini sono la firma della città di Mentone fin dal XVIII secolo. Nell’800, grazie al particolare microclima, dei botanici, soprattutto inglesi, introdussero specie tropicali e subtropicali creando armonie vegetali che fanno oggi di Mentone una serra a cielo aperto. 

I giardini Maria Serena, Val Rahmeh, Fontana Rosa, Serre de la Madone, Colombières (tutti visitabili), sono luoghi di sogno dove convivono ulivi e palme, e piante dell’emisfero sud affiancano la vegetazione mediterranea. 

Senza dimenticare la collezione di agrumi del Palais Carnolès, la Festa del Limone, simbolo della città, la classificazione “4 fiori” che da 15 anni vede Mentone al primo posto dei “Villeset villages fleuris” e vincitrice del fiore d’oro per i suoi giardini. 

In occasione del Festival dei Giardini, Mentone ospita ai Giardini Biovès il giardino “L’ilot gourmand” dei paesaggisti Les Potageurs-Nommos e i “JardinsSecrets” del Collettivo Les Olivettes. 

Nizza, la ville verte del Mediterraneo 

300 ettari di parchi e giardini! 

Anche qui la dolcezza del clima ha permesso l’acclimatazione di numerose specie vegetali da tutto il mondo.

A Nizza, dove l’aristocrazia di mezz’Europa veniva a trascorrere l’inverno, arrivano così dall’800 piante che inventano paesaggi fantastici e via via giardini pubblici con collezioni di essenze rare. 

Ultimo in ordine di tempo, la Promenade du Paillon, 12 ettari di verde nel cuore della città, un vero viaggio botanico attraverso i continenti che spazia dagli ulivi, le vigne, i melograni del Mediterraneo agli alberi di canfora e i bambù giganti dell’Asia, le palme dell’Africa, la foresta di eucalipti e di felci dell’Oceania e dell’Australia, le piante grasse del Sud America, magnolie e querce dell’America del Nord… 

Un giardino cosmopolita che rende anche omaggio a un fiore simbolo di Nizza, il garofano: 

più di 2.000 piante di garofani a ricordare quando questo fiore era esportato da qui in tutto il mondo. 

Oggi Nizza punta allo sviluppo sostenibile, alla protezione dell’ambiente e ad essere la città verde del Mediterraneo. 

Proprio sulla Promenade du Paillon, per il Festival dei Giardini, Atelier Taktdi Lione-Grenoble crea il giardino “Palace Paradis” e Scape Design di Monaco il giardino “Mounta Cala”. 

La città di Nizza realizza qui anche un ulteriore giardino non in concorso di 760 mq. 

Cannes, fra ville esclusive 

Tra la costa e quello scampolo di eden costituito dalle isole Lérins, Cannes dispiega giardini da favola attorno a residenze esclusive. 

Come Villa Domergue, nel cuore di una pineta affacciata sulla baia di Cannes. 

Jean-Gabriel Domergue, pittore, cartellonista (autore del 1° manifesto del Festival di Cannes), scultore, si stabilì qui nel 1936 e fece costruire la Villa Fiesole. 

Grande appassionato di giardini (“avrei voluto essere Le Nôtre” diceva) realizzò un giardino di ispirazione fiorentina esteso fra la grande scalinata e terrazze di cipressi, di pini e piante mediterranee, con vasche, cascate e sculture. 

Altro gioiello, Villa Rothschild, dove Bettina de Rothschild riceveva politici, artisti e amici tra cui Chopin e Ingres. 

La villa, oggi sede della mediateca di Cannes, è immersa in un giardino paesaggistico con specie rare e preziose, persino una piccola cascata alimentata dal fiume Siagne. 

Una parte del giardino è riservata ai malati di Alzheimer, con un percorso olfattivo per un progetto sulla memoria degli odori. 

Per il Festival dei Giardini, proprio a Villa Rothschild, da vedere il giardino “Le Banquet“ realizzato dai paesaggisti dell’Atelier Nicolas Besse e Pauline Gillet e il “Jardin de la sixième extinction“, la sesta estinzione, dei parigini David Simonson, architetto paesaggistae Jules Lafrère, ingegnere paesaggista. 

Grasse e i giardini dei fiori da profumo 

Storia curiosa, quella dei fiori di Grasse. Inizia nel XVII secolo con la concia delle pelli e la moda dei cuoi profumati venuta dall’Italia. 

Nasce così la corporazione dei guantai-profumieri che utilizzavano gli oli essenziali che i coltivatori distillavano dalle piante aromatiche selvatiche. 

Alla metà del XVIII secolo, l’arte dei guantai scompare e subentra l’arte dei profumi. 

Nella prima metà del XX secolo la coltivazione delle piante da profumo conosce il suo apogeo, con oltre 2.000 ettari coltivati (gelsomini, rose e poi tuberose, aranci, violette...) e nel 1927 viene creato un giardino modello per le piante da profumo. 

Oggi, circa 40 ettari di piante da profumo vengono ancora coltivati nel Pays de Grasse e i grandi marchi della profumeria Chanel, Dior… hanno qui le loro coltivazioni esclusive e i loro laboratori di creazione accanto ai giardini dei grandi profumieri locali, come Fragonard, Galimard… 

Per il Festival dei Giardini Cyril Caminotto, paesaggista di Grenoble, ha immaginato a Grasse il Giardino ˝Fragrances Naturelles“ e l’équipe di paesaggistidi Mouvements & Paysages di Le Lavandou il giardino ˝Dansité“, mosso come una danza. 

Antibes Juan-les-Pins 

Antibes è stata dal 1900 al 1971 una capitale della coltivazione della rosa e conserva giardini molto belli con vista sul mare lungo il celebre Cap d’Antibes, la cui passeggiata inizia dalla Pineta Gould, famosa per il festival Jazz à Juan, appuntamento imperdibile della scena internazionale. 

Da vedere ci sono i giardini di Villa Eilenroc sul Cap d’Antibes, creati a fine ‘800 e riallestiti nel 1939 dall’architetto paesaggista Greber, che ridisegna l’immenso parco di 11 ettari restituendogli tutto il suo splendore. 

Oggi sono di proprietà della città. Imperdibile il Giardino Botanico di Villa Thuret, creato dal botanico Gustave Thuret, che fa acclimatare qui specie da tutto il mondo, creando un giardino all’inglese in cui convivono oggi 2.600 specie diverse di tutti i climi mediterranei del pianeta, compresi maestosi eucalipti. 

E il parco Exflora, realizzato dall’architetto paesaggista Alain Goudot nel 1994, che copre 5 ettaridi terreno tra Juan-les-Pins e Antibes e rievoca i giardini mediterranei attraverso i secoli. 

Per il Festival dei Giardini, Antibes-Juan le Pins ospita nella Pineta Gould il Giardino “Bulles encensées”, 5 bulles-giardino realizzate dal Collettivo Les Jardiniers Nomades e il Giardino “Les Ondées”, progetto del designer e scenografo Vincent Capmartin e del paesaggista Thomas Padoan.

ALLA SCOPERTA DELLE MINIERE DI DIAMANTI NEL MONDO

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Miniera di Diamanti

Tante sono le ragioni per le quali decidiamo di intraprendere un viaggio, tra queste può esserci la curiosità di conoscere da vicino come vengono estratte le pietre più preziose del mondo, visitando le miniere di diamanti.

Australia

Argyle è una miniera di diamanti che si trova nei pressi di Kimberley in Western Australia. Si tratta della miniera che produce di più al mondo (in quantità, ma non in qualità), ma qui si trova il 90% dei diamanti rosa del mondo, oltre a quelli color champagne, cognac e blu. La miniera copre un’area di circa 450,000 mq ed è profonda circa 600 metri.

Russia

In Russia troviamo quattro miniere di diamanti interessanti. Il cratere Udachnaya si trova ai limiti del Circolo Polare Artico. Fu scoperta nel 1955. La profondità supera i 600 metri (la terza al mondo). La miniera Mir (detta anche Mirny) si trova in Siberia ed è inattiva dal 2004. Profonda 525 metri, ha un diametro di 1200 metri ed è il secondo buco scavato dall’uomo più grande al mondo. Negli anni ’60 venivano prodotti oltre 2000 kg di diamanti all’anno. La pietra più grande fu trovata nel 1980 e pesava 342,5 carati. Botoubunskaya si trova nella regione di Yajutia e si spera ricavare 2 milioni di carati nel 2016. Sempre in Russia si trova la miniera di diamanti più grande del mondo: Grib. Si stima una riserva di 98,5 milioni di carati, con una produzione annuale di 3,62 milioni di carati.

Angola

Ci spostiamo in Angola per visitare la miniera Catoca: la quarta al mondo per larghezza. La miniera appartiene a un consorzio internazionale di cui fanno parte Endiama (Angola), Alrosa (Russia) e Odebrecht (Brasile). La produzione annua è stata di 1,8 milioni di carati nel 2000 e 2,6 milioni ne 2001. Le riserve stimate sono di circa 60 milioni di carati.

Botswana

Nel deserto del Kalahari, a 120 chilometri da Gaborone in Botswana, si trova Jwaneng: la più ricca miniera di diamanti del mondo. Il nome significa “il luogo dei piccoli sassi”, è proprietà del governo del Botswana con la compagnia De Beers ed è operativa dal 1982. La miniera impiega oltre 2100 lavoratori per produrre annualmente circa 11 milioni di carati ed è conosciuta nell’ambienta per la grande attenzione alla sicurezza. Importante la certificazione ISO 14001 per il rispetto dell’ambiente, dal momento che nel suo territorio si trova il Jwana Game Park che comprende un centro per la salvaguardia dei ghepardi. Sempre in Botswana troviamo Orapa, a circa 240 chilometri da Francistown. Orapa significa “luogo di riposo dei leoni” ed è operativa del 1971, con una produzione annua di 11 milioni di carati.

Sud Africa

In Sud Africa troviamo Venetia, nella provincia di Limpopo, vicino alla cittadina di Alldays. La proprietà è dei famosi De Beers, che continuano a investire per lo sviluppo della miniera dal 1992.

Canada

In Canada troviamo tre crateri che formano la miniera di Diavik, nei Northwest Territories, circa 300 chilometri a nord di Yellowknife, nel Lac de Gras. Questa miniera dà lavoro a circa 700 persone, producendo circa 7,5 milioni di carati all’anno.

Per maggiori informazioni sui diamanti e le loro caratteristiche, ti consigliamo questo sito: Diamond PI Ltd

IL FENOMENO COSPLAY

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Cosplay

termine cosplay che tradotto significa “recitare con un costume” indica il travestirsi per interpretare un personaggio di fantasia.

La nozione nasce in Giappone nella metà degli anni 70 quando un gruppo di giovani iniziò a mascherarsi da personaggi dei manga (tipici “fumetti” giapponesi) e a mostrarsi per le strade imitando i propri idoli. 

 fenomeno ebbe ben presto larghissima diffusione, in poco tempo giovani ed adulti di tutto il mondo hanno iniziato a mettersi “letteralmente” nei panni dei propri personaggi preferiti.

Allo stato attuale il “fenomeno Cosplay” ha raggiunto una importanza elevatissima, ogni anno nelle maggiori città vengono organizzati appositi eventi per gli amanti di questa attività. 

Raduni nei quali è possibile realizzare un vero e proprio sogno, quello di interpretare o incontrare i protagonisti dei nostri cartoons preferiti! 

Ma anche personaggi di film, libri, fumetti, serie televisive, videogames, pubblicità e chi più ne ha più ne metta!

I cosplayers (coloro che si travestono) appartengono a tutte le fasce d’eta, chiunque può improvvisare un cosplay purché sia munito di FANTASIA, CORAGGIO ed AUTOIRONIA! 

Negli eventi ufficiali i cosplayer hanno come scopo principale quello di attirare l’attenzione (più foto ricevi migliore è il tuo cosplay). 

È possibile osservare cosplayers professionisti con costumi curati nei minimi dettagli (il cui valore può anche raggiungere svariate migliaia di euro) affiancarsi a cosplayers con costumi palesemente improvvisati ma che ugualmente riescono a colpire quantomeno per la loro simpatia! 

Il “cosplaying”, che può sembrare a molti un mero gioco, è diventato per altri un vero e proprio lavoro. 

Tante sono le persone che si dedicano anima e corpo a questa passione, realizzando e vendendo costumi, parrucche e svariati accessori. 

Inoltre non mancano i cosplayer di professione, i quali passano il proprio tempo a viaggiare per concorrere nelle varie competizioni, in cui vengono premiati i costumi migliori, che si tengono su tutto il territorio nazionale ed internazionale, per vincere premi che spesso possono essere anche molto ricchi. 

Per chiunque sia intenzionato ad addentrassi nel mondo del cosplay, i passaggi fondamentali da tenere a mente sono i seguenti:

1) Individuare un evento di cosplay: sono molteplici gli eventi dedicati al cosplay e per trovarli basta semplicemente cercare in rete o utilizzare appositi siti come cosplayitalia.

2) La scelta del personaggio: questo è il passaggio più importante in quanto la buona riuscita di un cosplay deriva in larga parte dalla corretta individuazione del soggetto da interpretare. Sulla base della scelta operata è possibile distinguere i cosplayers in varie categorie tra le quali:

Gli uguali: coloro che scelgono attentamente il personaggio da interpretare, tenendo conto di quelle che sono le proprie caratteristiche fisiche, così da poter realizzare dei cosplay particolarmente curati con i quali rappresentare alla perfezione i soggetti scelti.

I parodici: si definiscono tali i soggetti che volutamente vanno a realizzare rappresentazioni distorte e goliardiche di quelli che sono i personaggi più conosciuti del mondo reale o di fantasia.

I temerari: anche se il risultato talvolta è lo stesso, questi a differenza dei parodici non hanno come obiettivo il divertire. Per i temerari ciò che conta è interpretare i propri personaggi preferiti a prescindere dal risultato ottenuto. “Un superman basso e gracile” così come una “catwoman sovrappeso” meritano massimo rispetto, perché quando si parla di cosplay l’importante è divertirsi imitando i propri eroi, a prescindere dalla somiglianza.

Gli inesperti: sono quelli che si improvvisano cosplayers per la prima volta o solo saltuariamente. Essi non curano particolarmente i dettagli e pensano per lo più a divertirsi. Tutti i più grandi cosplayers iniziano come inesperti, solo con la pratica è possibile migliorare e raggiungere la perfezione.

A prescindere dalla categoria a cui apparteniate, il cosplay quando è fatto in gruppo è ancora più bello.

3) La realizzazione del costume: per cogliere a pieno lo spirito del cosplay il costume va realizzato con le proprie mani! Se si è armati di fantasia e creatività nulla è impossibile.Trasformare vecchi vestiti, svaligiare negozi dell’usato e mercatini con lo scopo di creare il proprio costume è una delle attività più divertenti di tale esperienza. Per i soggetti più pigri, o che non hanno tempo, esistono svariati negozi online dove poter comprare il proprio costume pronto per essere indossato.

24/04/17

BAHRAIN: CONSIGLI E INFO PER IL TUO VIAGGIO

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Bahrain

L’arcipelago del Bahrain, situato presso la costa orientale della penisola arabica è formato da una trentina di isole del Golfo Persico, costituite in massima parte da banchi sabbiosi e barriere coralline. 

Dal punto di vista climatico la regione è contraddistinta da estati estremamente calde con (media a luglio oltre i 35 gradi) e inverni miti (a gennaio la media è 17 gradi), non piove praticamente mai. 

Salito alla ribalta delle cronache mondiali da poco tempo grazie al petrolio e alla Formula Uno, con il Gran Premio che si corre dal 2004 a Manama, la capitale il Bahrain ha in realtà un storia molto più antica, risalente alle origini della civiltà umana. 

L’arcipelago era abitato dall’uomo fin dall’epoca preistorica. Nel III millennio avanti Cristo era sede dell’impero commerciale di Dilmun, che sopravvisse per circa 2000 anni. 

L’epopea di Gilgamesh descriveva l’isola principale come un vero paradiso, dove gli eroi avevano il dono della vita eterna, mentre secondo alcuni studiosi in Bahrain sorgeva il biblico Giardino dell’Eden.

Nel corso dei secoli la regione fu conquistata dai Greci e poi ancora dagli Arabi. 

Nel XVI secolo furono i Portoghesi ad impadronirsi del Bahrain e a utilizzare le isole come scalo per i loro commerci. 

Nel secolo successivo vi fu la dominazione persiana e tra il 1810 e il 1970 l’arcipelago fu un protettorato britannico. 

Nel 1971 fu il primo Paese del Golfo Persico a raggiungere l’indipendenza. 

A partire dagli anni settanta iniziò anche il forte sviluppo economico e finanziario legato alle grandi risorse petrolifere. 

Oggi il Bahrain è un paese che concilia alla perfezione la storia millenaria con la modernità e il progresso ed è particolarmente attrattivo per i turisti. 

Nella capitale Manama merita una visita il Museo Nazionale, una moderna costruzione in cui si ripercorrono i 7000 anni di storia del Bahrain, con particolare attenzione alla sviluppo della cultura e della tradizione islamica, della scrittura e delle grafie arabe. Alla Bait al-Qur’an, la Casa del Corano, si possono ammirare splendidi manoscritti islamici e soprattutto, come è facile intuire dal nome, una vasta collezione di Corani, alcuni dei quali risalgono addirittura al VII secolo.

Chi conosce l’arabo e vuole provare a leggere alcuni versi del libro sacro scritti su un chicco di riso non può fare a meno di una lente d’ingrandimento. 

A Manama, come nel resto del Paese, la religione islamica è presente un po’ ovunque, e naturalmente anche nelle numerose moschee: quella di Al-Khamis, il cui nucleo originario è databile al 692 d. C. è un bellissimo esempio di architettura religiosa. 

La Moschea di Al-Fatih, che è la più grande di tutto il Bahrain e può essere visitata anche dai non musulmani, è invece un gigantesco edificio capace di accogliere fino a 7000 fedeli. 

Un altro interessante esempio di architettura araba è il Forte Arad, costruito nel XVI secolo e uno dei più begli esempi di ingegneria militare dell’epoca. 

Come in tutti i paesi islamici un ruolo fondamentale nella vita della città è ricoperto dai suk, i mercatini dove è possibile comprare di tutto con l’immancabile rito della contrattazione. 

I prodotti più venduti sono gli articoli di elettronica, l’oro e l’argento, l’abbigliamento e tutti i prodotti tipici dell’artigianato locale.

A un paio di km da Manama si può visitare Qal’at Al-Bahrain, noto anche come Portoguese Fort, il principale sito archeologico del paese. 

Gli scavi, iniziati alla metà del secolo scorso, portarono alla luce il forte costruito su una collina formata dalle rovine di città antiche, e proseguono ancora oggi. 

Sono stati infatti scoperti ben sette livelli archeologici differenti che risalgono alle diverse fasi del passato della città: il primo risale a circa il 2800 avanti Cristo, all’inizio dell’epoca Dilmun, di questo periodo è anche il Tempio di Ad-Dira. 

Nelle vicinanze è interessante anche il sito archeologico di Barbar, un complesso di templi risalenti al II e al III millennio dedicati a Enki, il dio della saggezza.

IL MISTERO DI STONEHENGE: SCUOLE E TEORIE

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Stonehenge

Questo enigmatico cerchio mistico e simbolico è costituito da gigantesche pietre, i famosi megaliti, molti storici ritengano che sia stato il centro di un antica zona amministrativa, sociale o culturale risalente pressapoco al 3000 a.c. , ma la sua reale e certa funzione è ampiamente discussa da anni, infatti ci sono molte scuole di pensiero in merito tutte contrastanti fra loro l’unica cosa che hanno in comune è quella che nessuna da una risposta definitiva alla domanda ma bensì cercano a modo loro di accostare quanti più elementi possibili insieme dando una risposta “generica”. 

La prima scuola dice che vista la particolare posizione dei megaliti, molti sono gli studiosi convinti che il reale scopo della costruzione fosse legato alla religione, infatti sostengono che Stonehenge sia una specie di altare al centro del mondo dove vi si riunivano luminari dei periodi passati. 

Molti sostengono che Stonehenge sia stato eretto dai Druidi, persone di un elevato peso religioso e sociale, erano dei sacerdoti custodi delle antiche pratiche celtiche , si sa poco o niente, infatti si hanno pochissime notizie a riguardo dei Druidi sappiamo che ricoprivano cariche importanti nella società e potevano essere paragonati ai nostri odierni sacerdoti, ma non solo erano anche scienziati, filosofi, a volte giudici e consiglieri. 

Le pratiche talvolta richiedevano un sacrificio umano o animale a seconda dei casi per propiziare eventi di un certo peso come battaglie ed altro , il loro credo era molto “superstizioso” ovvero erano convinti che vi erano uomini fortunati e sfortunati. 

Ancora tutt’oggi sono avvolti da un alone di mistero che si sposa benissimo con quello di Stonehenge. ma questa è solo una delle tante versioni ipotizzate nel corso di anni e anni di storia.

Il sito, divenuto patrimonio dell’umanità dal 1986, resta uno dei misteri più affascinanti del nostro pianeta.

Altra ipotesi accredita da molti è quella che Stonehenge fosse una sorta di osservatorio astronomico preistorico, i megaliti sono alienati perfettamente con con i punti di solstizio ed equinozio, ma anche se tutto questo fosse solo un caso lo spettacolo che si può ammirare in taluni giorni è a dir poco estasiante. 

Dinnanzi a tale “opera” l’uomo non può fare altro che porsi domande alle quali molto spesso non trova risposta, la cosa che sicuramente incuriosisce di più non è tanto la simbologia della disposizione, quanto la fattibilità di essa, infatti ancora non ci si riesce a spiegare come sia stato possibile per l’uomo primitivo, privo dunque di adeguati mezzi, lo spostamento di questi megaliti. 

Considerando che le pietre arrivano a pesare fino a 25 tonnellate e che provengano da luoghi distanti diversi chilometri, resta tutt’ora un punto interrogativo sul loro trasporto e posizionamento. 

Ma si sa l’uomo ne sa più del diavolo e per cerca di colmare il vuoto dell’ignoto si avvale dell’ausilio della fantasia, quindi anche a Stonehenge è associata una leggenda che vede come protagonista Mago Merlino il quale fece realizzare l’opera per servirsene come “osservatorio delle sette porte e delle sette finestre” dove veniva messa in atto una pratica della danza dei “GIGANTI” una sorta di rito magico che traeva la sua forza dal ballo , oggi però possiamo affermare che Stonehenge è molto più antica del mago Merlino.

BARCELLONA: IL PARK GUELL

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Barcellona

Il Parco Guell è sicuramente una delle Bellezze assolutamente da non perdere a Barcellona, la sua realizzazione si deve a Eusebi Güell e alla sua idea di realizzare un Parco Raffinato per l’Aristocrazia di Barcellona.

Per la progettazione e realizzazione, Guell incaricò il Famoso Architetto spagnolo Antoni Gaudì fra le sue opere sicuramente più Importanti oltre Park Guell, il progetto iniziale comprendeva la realizzazione di ben 60 abitazioni, studi ed anche una Cappella, ma furono completate solo due Abitazioni, una delle quali divenne la Dimora dello stessi Gaudì, fino al suo trasloco nel cantiere della Sagrada Familia. 

Park Guell, dunque nasce come Parco Privato e solo nel 1922, fu Acquistato dalla Città di Barcellona diventando un Parco Pubblico.

Osservando ParK Guell, si può subito notare lo Stile Inconfondibile di Gaudì per la presenza di strutture in pietra e i Colori delle piastrelle, proprio all’ingresso del parco è situata la fontana a forma di Drago per alcuni e Salamandra per altri, siccome ritenuta un simbolo Alchemico si ipotizza che Gaudì l’avesse scelta apposta. 

Lo stesso Simbolo possiamo ritrovarlo nella Famosa Casa Batllò, Tutte le Opere di Gaudì hanno come elemento comune delle Piastrelle dai Colori Molto Accesi.