Monte Carlo ha questo nome in onore del principe Carlo III di Monaco dal 1 luglio 1866, infatti fino al 1861 il piccolo Principato era posto sotto la protezione del Regno di Sardegno e la lingua utilizzata era l'italiano. Questa recente denominazione venne anche adottata perché più adatta ad un luogo detto Spelonghe (cioè Grotte, oggi Spélugues) dopo la sua urbanizzazione (Casinò): si diceva che il vecchio nome portava sfortuna perché in tedesco Spelunke (pl. Spelunken) avrebbe voluto dire qualcosa come stabilimento dubbioso. Il nome degli abitanti del quartiere, come per gli altri connazionali, è monegaschi. Monte Carlo ospita il Circuito di Monte Carlo, sul quale si svolge il Gran premio di Monaco di Formula; ospita inoltre incontri di pugilato valevoli per il campionato del mondo, sfilate di moda e altri eventi. Monte Carlo, per decenni, è stata visitata da membri delle famiglie reali, stelle del cinema e persone comuni. James Bond, la spia britannica protagonista dei famosi romanzi di Ian Fleming e dei film da essi ispirati, nella finzione, è un assiduo frequentatore del casinò di Monte Carlo. Nel 1873 Joseph Jaggers divenne l'uomo che sbancò Monte Carlo capitalizzando la scoperta di uno sbilanciamento in una delle ruote dei tavoli di roulette del casino. Monte Carlo viene spesso definita la capitale del Principato di Monaco, ma la capitale ufficiale è Monaco (oggi Monaco-Ville).
sabato 17 maggio 2008
sabato 10 maggio 2008
VENEZIA
Venise et sa lagune sont inscrites au patrimoine mondial de l’UNESCO. Venice occupe une situation géographique exceptionnelle, dans une lagune de la mer Adriatique. Les principales autres îles de la lagune sont : le Lido, Murano,Burano, Torcello. Sans oublier : San Michele (l'île cimetière de la ville), San Erasmo, Mazzorbo, Le Vignole, Cerosa, San Francesco del Deserto, San Giacomo in Paludo, San Servolo, San Lazzaro degli Armeni, Giudecca. La ville est parcourue par 177 cannaux, 400 ponts et s'étend sur 118 iles situées entre l'embouchure de l'Adige (au sud) et du Piave (au nord). Le centre historique est entièrement piétonnier, les canaux faisant fonction de route, et les divers bateaux sont l'unique moyen de transport avec la marche à pied. Venise est une ville contre nature, constatait déjà Chateaubriand. Au XIXe siècle, un pont ferroviaire relie Venise au continent et une gare y est construite. Au XXe siècle, une liaison routière fut également établie, menant à un grand parking en périphérie nord. Malgré ces aménagements, Venise demeure au XXIe siècle la seule ville de taille importante à être libre d'automobiles et de camions. Le transport individuel traditionnel est la gondole vénitienne, bien qu'elle ne soit quasiment plus utilisée que par les touristes ou pour des occasions particulières (cérémonies, mariages et enterrements). Son coût est en effet prohibitif. Les Vénitiens utilisent surtout des bateaux-autobus, appelés vaporetti, qui desservent les différentes îles en sillonnant les principaux canaux. Il existe également nombre d'embarcations privées. Les seules gondoles non motorisées encore fréquemment utilisées sont les traghetti, des bacs pour piétons qui traversent le Grand Canal à quelques endroits dépourvus de pont. Venise est desservie par l'aéroport international Marco Polo, en l'honneur de cet ancien et célèbre citoyen vénitien. L'aéroport est situé sur le continent et a été reconstruit à l'intérieur des terres, de sorte que les visiteurs doivent prendre le bus puis un bateau-taxi ou un bateau-bus pour se rendre dans la ville.
DOLCEACQUA
II toponimo Dolceacqua deriva quasi certamente dalla presenza di un borgo di epoca romana chiamato Dulcius trasformatosi in seguito in Dulciàca, Dusàiga e Dulcisaqua. Altri studi rivelano però anche la possibilità dell'origine celtioca che l'avrebbero chiamato Dussaga, modificato poi in Dulsàga e infine in Dolceacqua. Altre testimonianze storiche sono rappresentate dai castellari dell'età del ferro,rozze fortificazioni in pietra a secco. Studi archeologici confermano che queste fortificazioni del territorio furono presidiati dagli Intemeli dal IV secola a.C. al IV secolo d.C in età romana, a protezione dei villaggi, dei pascoli e dei campi. Nel XII secolo i conti di Ventimiglia fecero costruire il primo nucleo del castello controllando così gli accessi nelle valli circostanti. Il castello verrà poi acquistato nel 1270 dal Genovese Oberto Doria e ampliato nei secoli successive. Durante l'aspro conflitto tra le fazioni guelfe e ghibelline e dalle rivalità fra la famiglia Doria e i Grimaldi di Monaco, nel corso del 1524 si mise sotto la protezione della casata Savoia che lo eresse successivamente in marchesato nel 1652. Nel 1815 fu annesso al Regno di Sardegna e nel Regno d’Italia nel 1860.
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